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lunedì 21 febbraio 2011

Doc

Mi capita oggi di andare dal dottore. Nella sala d'attesa, una bimba gioca con la macchinetta della pressione sotto l'occhio vigile della madre. Un signore distinto, avvolto nel suo cappotto invernale nonostante il caldo all'interno della stanza, legge una rivista. Una signora arriva trafelata, si siede, si rialza, le cade il bastone, si toglie giacca e golfino, mi dice quanto faccia caldo qui. Le sorrido, e guardo fuori dalla finestra. Piove, manco a dirlo.

Ricordo quando da bambino mia madre mi accompagnava dal dottore. Era sempre di sera, ed era sempre d'inverno. Non pioveva, ma era buio, e c'era la nebbia. Le sedie nella sala d'attesa erano di legno bianco, un po' scomode, e raccontavano un po' la storia delle persone che vi si erano sedute sopra. Le piastrelle del pavimento erano come quelle che c'erano dallo zio Emilio, sapevano di vecchio ma anche ti ricordavano casa. Mi piaceva andare dal dottore con la mamma. Mi piaceva fare quella cosa che non facevamo mai a casa. Sederci vicino. Due sedie bianche, una accanto all'altra. La guardavo dal basso verso l'alto e lei mi chiedeva cosa avessi fatto a scuola, se avessi studiato, fatto i compiti. Faceva la mamma. Ma mi chiedeva anche che cosa volessi fare da grande, mi diceva "cosa vuoi fare" e la vedevo illuminarsi o fare facce scherzosamente preoccupate a seconda delle mie risposte. Era bello. In quei momenti lei era tutta mia. Non dovevo condividerla con i miei fratelli, con mia sorella, con mio papà. Era mia, ed era a me che si interessava. Era un momento, ed io lo sentivo. La mia mamma era mia.

Una donna sui quaranta, molto carina, minuta, entra nella sala e chiama il mio nome.
Mi alzo dalla sedia, di legno bianca, e do un ultimo sguardo fuori dalla finestra. Piove, ma fa caldo qui, e non c'è nebbia. Mi chiedo dove sia finito tutto quel tempo passato.

martedì 30 novembre 2010

Ciao Mario!

Addio ad un grande.

giovedì 21 ottobre 2010

can I talk to you?

Quante volte ho scritto che sarei tornato e poi invece non l'ho fatto?
E' che a volte ritorno, ma poi mi dimentico, e poi mi ricordo ancora. E allora poi prometto, ma non mantengo, ma solo a me stesso, agli altri mai. Perchè è importante essere corretti, mantenere l'immagine. Che poi non è immagine, è davvero il desiderio di essere. Preciso, puntuale, Onesto, con la lettera capitale. Per te, questo ed altro ancora.
Ci sono serate come queste in cui vorrei parlare e non posso, allora scrivo, un po' qui, un po' là, e poi ritorno qua. Torno a casa, apro il cassetto, tiro fuori il sogno, lo spolvero, gli do una rassettata, me lo godo perfino, lì, davanti a me, tutto tirato a nuovo. Ma poi son di nuovo stanco, e penso, sì, ok, da domani.

giovedì 9 ottobre 2008

Faccialibro


Sì sì lo so che avevo detto che non lo facevo ma poi l'ho fatto perchè così fan tutti e allora chi sono io per negarmi (a) tutto ciò.

Mi sono testè iscritto al faccialibro, meglio noto come "Facebook", che già dal nome si dovrebbero capire molte cose tipo che se uno in Italia si azzardava a chiamare così un sito prima lo deridevano e poi lo devitalizzavano. Tutto intero.

Perchè? Semplice. Non sono riuscito a resistere. Volevo vedere cosa ci fosse di così tanto speciale nel fenomeno Internet dell'anno; diciamo quindi che l'ho fatto per dovere d'informazione; un po' come quando vai a vedere un film o leggi un libro mica perchè ti interessa ma solo che ne parlano tutti e tu non vuoi finire a fare la faccia di Joey Triviani quando i friends ti parlano di qualcosa e tu annuisci per far credere che hai capito ma in verità non hai capito niente.

Per ora non mi sembra nulla di diverso dai vari siti di "incontri" virtuali, "amicizie" virtuali, "litigi" virtuali che già spopolano in rete ma può essere che mi sbagli anzi spero proprio che mi sbagli. Del resto non è che potessi aspettarmi fuochi artificiali come segno di benvenuto, anche se sarebbe carina come idea e se qualcuno la dovesse usare gli chiedo i diritti.

Ma la gente tornerà a conoscersi sul serio o solo previa virtuale relazione?

Ai posteri l'ardua sentenza, che poi visto il tema del post sarebbe più giusto dire ai poster... che tanto Manzoni non mi può mica dire niente che lui sul faccialibro sicuro non si iscrive...

Baciuz

Kle

giovedì 4 settembre 2008

When September Begins...


E' ufficialmente finita!

L'estate vacciaghese si conclude per me oggi, con un giorno di anticipo sul calendario previsto concessomi per manifesto crollo fisico.

Dopo infinite risate, mille scherzi, momenti di pura follia nonostante l'enorme stanchezza, anche quest'anno la colonia giunge, non senza rimpianti, al suo capolinea.

E' stato bello. Ancora una volta.
E' stato bello tornare dopo un anno di scuola. E' stato bello riabbracciare vecchi compagni e conoscerne nuovi. E' stato bello scherzare, ridere ed arrabbiarsi con centinaia di ragazzi, ognuno con una storia da raccontare, con un'avventura da condividere, con la propria vita insomma, nella quale l'educatore s'insinua per pochi giorni credendo, sperando, illudendosi forse di lasciare un segno, magari piccolo, forse non eterno, certamente importante.

E quindi il ringraziamento per tutto ciò va a Fabione in primis, che ancora una volta mi ha dato la possibilità di esserci; e poi a tutti coloro che nel corso di quest'estate hanno reso le mie giornate più allegre, divertenti, indimenticabili. In ordine sparso: Giorgione, Manuela, Alex, Benedetta, Eugenio, Darione, Silvia, Silvia2 Sara, Beppe, Fabrizia, Chiara, Annabelle, Lorenzo, Valeria, Valeria2, Giorgino, MarcoPolo & Mommy, Igor, Raffaella, Patrizia, Luca e se ho dimenticato qualcuno perdonatemi, lo aggiungerò in itinere!!




Che altro?

Niente... ora si torna a scuola (beh, in realtà ci sono già tornato da quattro giorni, per questo il crollo fisico di cui sopra!!) e anche qui l'ennesima nuova avventura. Quest'anno, a meno di clamorosi sviluppi, sarò a Romagnano, a guidare una terza verso l'esame... Yuppi!! O come direbbe un personaggio di grande spessore: "Wuawuawiwuowa!!"

Che Iddio ce li mandi buoni...

Kle

mercoledì 13 agosto 2008

Croazia? Maybe tomorrow...

A questo punto è ufficiale: niente Croazia a fine mese, come preventivato, ma ancora un turno (5 su 6 non è male) a Vacciago.

Ora: non è che mi dispiaccia fare un altro turno di colonia, anzi. Certo però un po' di dispiacere per non provare questa esperienza con il volontariato c'è.

D'altro canto, questo sesto turno a Vacciago mi vedrà protagonista nell'inedito ruolo di "animatore", quindi qualcosa di completamente nuovo per me, che dovrò gestire le allegre serate dei simpatici giovanotti del 6° reggimento... Sono curioso di cimentarmi in questo nuovo ruolo, anche se so già in partenza che non sarà facile e forse nemmeno sempre divertente, visto che a)è l'ultimo turno dell'estate; b)gli educatori sui gruppi quindi sono stanchi; c)i ragazzi (visto che alcuni sono già ben conosciuti per essere dei virtuosi del"repetita iuvant") non sono tutti dei più semplici; d) non potrò contare sul gruppo storico edukators perchè sono tutti in ferie; e)direi che mi posso fermare anche qui.

Comunque non mi fascio la testa prima di essermela ben bene fracassata e quindi affronto la nuova esperienza con il migliore dell'entusiamo possibile... e che Iddio ce la mandi buona. E disponibile.

Se poi vuole anche mandarmi in Croazia prima o poi...

Baciuz

Kle

sabato 12 luglio 2008

Play Time


Sabato 12 luglio

Oramai i post su questo blog hanno cadenza quindicinale, penso che tra un po' rifarò anche l'intestazione: "La censura di Catone, quindicinale di disinformazione, secondo solo al Tg4".

E' che chiaramente l'estate vacciaghese (che prosegue splendidamente) mi prosciuga letteralmente di energia e di tempo e va da sè quindi che il blog ne risenta parecchio... Sorry!

Quindi i post come questi sono proprio il massimo che posso concedermi, giusto dei messaggini nella bottiglia per far sapere a tutti che ancora sono vivo, ancora respiro, ancora mi emoziono...

Eh già: perchè è questa la novità più importante che mi sta regalando quest'estate. La riscoperta di emozioni sopite, rimaste nascoste così a lungo da rischiare di non ricordarne più la bellezza.

L'estate, si sa, è di per sè già una stagione che ci mette nel cuore qualcosa di nuovo ogni volta, una periodo di per sè strano, che si presenta ogni anno come uguale a quello precedente ma che poi, come un folletto dispettoso, si diverte a scombussolare tutte le nostre abitudini, i nostri rituali, le nostre certezze... Certo anche noi ci mettiamo del nostro, il carico di aspettative legate alla bella stagione, alle vacanze, al mare e alle spiagge, alle nuove conoscenze, al ritrovare luoghi distanti e perciò ancora più cari...
Una sorta di ritorno al futuro, insomma... Tutto uguale ma tutto nuovo, o viceversa...

E così va anche per me. Stranamente. Anche perchè la mia stagione preferita, e alla quale ho legato i miei ricordi più cari, è sempre stata l'autunno (forse perchè raccoglievo i frutti dell'estate? a volte è stato così...) ma quest'anno...

Di per sè il ritorno a Vacciago, dopo la parentesi scolastica, già sarebbe bastato a trasformare quest'estate in qualcosa di bello ed importante..! Poter di nuovo lavorare con i ragazzi senza i vincoli scolastici, ritrovare, da Fabio in giù, lo staff "più pazzo del mondo"... insomma, come già detto altrove, tornare a casa... cos'altro da chiedere in più? Nulla... Appunto, io non avevo niente da chiedere e proprio per questo ricevo ogni cosa in aggiunta a questo come un dono, un regalo tanto gradito proprio perchè inaspettato...

Ah ma non ho ancora detto di cosa si tratta, vero? Beh... Semplice...

ops... si sta scaricando la batteria del pc...

tic...


tic...


tic...


Bum!


mercoledì 11 giugno 2008

Back Home


Sono tornato questa notte dalla splendida terra d'Inghilterra...

Fantastica Londra, ma ancora più fantastica Oxford: un paese che sembra direttamente uscito da una cartolina!

E' andato tutto ok, a parte il volo di ritorno che è partito con la bellezza di 1 h e 45 m di ritardo.

Ho girato come un matto, ho bevuto ettolitri di Guinness, ho mangiato Fish&Chips come se piovessero... insomma, classica vita debosciata londinese.

Ps: quanta patata...

Quando mi ristabilisco faccio un post più dettagliato, ora solo qualche foto...

Ps: quanta patata...














HOME CAPELLO ---- FUCK OFF TO BUCKINGHAM PALACE



LANDSCAPE OF OXFORD

martedì 6 maggio 2008

My LEG? Ahi, ahi, ahi...

Questa mattina, dopo mesi di attesa, sono andato finalmente dal doc a farmi vedere il ginocchio...

Per chi non lo sapesse infatti da alcuni mesi soffro di un fastidioso dolore alla gamba sinistra che mi impedisce una qualsivoglia atività sportiva (fatta in maniera decente, s'intende!)

Per colpa mia poi ho procrastinato questo appuntamento fino all'inverosimile, per non so neanche io quale motivo; forse solo inconscia paura di dover essere operato ancora e di dover passare di nuovo tutta la trafila fatta per l'altro ginocchio..

Beh, fatto sta che non è servito a nulla.

Nove su dieci salta fuori un'altra operazione. Non che abbia capito moltissimo di quello che mi ha detto lo specialista, ma mi è bastato vedere la sua faccia di fronte al mio ginocchio per capire quello che c'era da capire.

A quanto pare ho una serie di problemi che interessano il menisco ed il tendine rotuleo. Chiaramente il più grave è il secondo, che è infiammato come non mai. Motivo? Sembra ci sia un frammento osseo che si è staccato ed è andato a rompere i coglioni proprio lì...

Risultato? Da rimuovere... indovinate come?

Ma cazzo.

Cazzo. Cazzo. Cazzo.
Devo aspettare ancora le varie risonanze e radiografie, ma se così fosse i tempi di recupero mi impedirebbero di fare tutta l'estate a Vacciago, molto probabilmente facendomi saltare anche le ferie a giugno e chissà quanti altri cagamenti...

Non ci voleva.

E niente baci sto giro.

Kle

giovedì 20 marzo 2008

Se sei gitante... gioca il 5 o il fante...

C'è sempre una prima volta.

E martedì è stata la mia prima volta in gita. Dall'altra parte della barricata, s'intende.

Vi ricordate quando da ragazzini chiedevate ai prof. che vi stavano più simpatici di accompagnarvi in gita? E loro con enorme nonchalance respingevano il vostro invito? Che delusione, vero? Non riuscivate a capire come mai non volessero venire in gita con voi... in fondo era un modo per divertirsi...

Col cazzo! (scusate l'espressione volgare... "col") E' un occasione per divertirsi sì, ma solo se si è giovani, stupidi e pieni di foruncoli... (ed io, purtroppo, possiedo solo due di queste caratteristiche); in poche parole, il prof. in gita è probabilmente l'essere più infelice che si sia visto sulla terra dopo Remì.

Immaginatevi la scena: poveri (in tutti i sensi) professori (a sensi alterni) che rischiano la vita ogni momento dovendo governare una masnada di piccoli guerrieri della strada ed impedirgli di finire: sotto una macchina, sotto un treno, sopra un treno (se è quello sbagliato), sotto la metro, in mezzo alla città (soprattutto se NON è quella dove dovrebbero essere), di fianco a un borseggiatore, di traverso sulla piazza. Controllando che: non si perdano, non si trovino (con altri gruppi: in quel caso diventate automaticamente il prof. di tutti), non litighino ma non siano nemmeno troppo "affettuosi", non rubino, non comprino (cose sbagliate al momento sbagliato, o anche cose giuste ma sempre al momento sbagliato), non vendano(...)

Insomma un compito gramo.

Sia chiaro, sono abituato a portare in giro ragazzini, ma con la scuola è diverso... in colonia almeno potevo fare l'asino anch'io... eh eh!

Ora invece mi sento un po' come Dolores Ibarruri... no pasaràn!

Comunque un po' mi sono divertito anch'io, mica è andato tutto male. In fondo questi piccoli mostriciattoli sanno anche farti ridere e sorridere, e oramai mi sono affezionato... Poi hanno un professore che... l'ho detto, è per 2/3 ancora uno di loro... e quindi... visto che mentre aspettavano di entrare al museo i poveri pargoli si annoiavano, questo prof. ha consigliato loro come passare il tempo...



Baciuz...

Kle



sabato 2 febbraio 2008

Home Sweet Home


A volte ritornano.

A volte ritorno.

Ieri gradita (ri) comparsa di Catone in quel di Vacciago. Gradita almeno a Catone, che, per una volta, smessi i panni del profesùr, è tornato a fare quello che sa fare meglio: il CAZZONE.

Eh so' soddisfazioni!!!

E' stato un piacere veramente, a parte tutto. Un po' come tornare a casa dopo un (lungo?) viaggio. E quando torni a casa di cosa hai voglia? di un saluto affettuoso, di sederti sulla tua sedia preferita, di trovare le cose così come le hai lasciate, di certezze insomma. Scoprire che tutto è cambiato perchè nulla è cambiato.

Ritornare e Ritrovare.

E così è stato per me. Tornare e scoprire di non essere mai andato via. Rivedere in un colpo solo Fabio, Manu, Giorgio, Silvia, Dona e anche Marta, Marzia, Loredana... ma non solo rivederli, ma rivederli al lavoro... trovare le stesse abitudini, le stesse battute, gli stessi problemi. Quando la consuetudine è un bene. Ed in questo revival cosa da non sottovalutare... ho ritrovato i ragazzi. Non più all'interno di un aula, guardandoli dalla sempre troppo distante cattedra, "costretti" ad ascoltarti o almeno a fingere di farlo. No, ritorno a casa è significato ritorno a combattere in prima linea, conquistare il ragazzo con una battuta, con uno scherzo, mettersi in gioco come sempre. Certo, non che si possa fare miracoli in poche ore con qualcuno che ti vede per la prima volta sapendo che sarà anche l'ultima, ma ottenere anche solo una frase come questa: "Anche se sei stato qui solo poche ore ci stai simpatico, se torniamo quest'estate ci sei?" vi assicuro che è un grande successo, del quale si può essere orgogliosi.

Quindi grazie a Fabio, che me ne ha dato l'occasione, grazie a Manu e Silvia, che si sono dovute beccare il mio ritorno e quindi in poche parole sopportarmi... e grazie a Beppe e alla sua defaillance (hi hi..), chiaramente, senza la quale non avrei potuto essere lì!

E alla prossima...

Baciuz


martedì 29 gennaio 2008

Prima di essere un uomo

Prima di essere un uomo

Daniele Silvestri

Va bene cominciamo
che prima concludiamo
e prima posso andare via
non è per contestare, ma
la storia di cui dovrei parlare
e raccontare
già da molto non è più la mia
Dov'è che ci siamo già visti
non ti inquadro
eri anche tu coi sandinisti
o facevi teatro

Comunque procediamo
lo so, ti sembro strano
ma sono gli anni, il vino e la miopia
che poi non è che beva molto
e qualche volto ancora lo ricordo
e non ingrasso
non sono sordo
e ho ancora molta, molta fantasia

Bisogna essere ottimisti
fino in fondo
perché potrebbe essere domani
la fine del mondo

Quante lacrime mi dai
ne dimostro di meno
non avevo pianto mai
prima di essere un uomo

Anticamente ricordo di avere pensato
che il mondo potesse comprendersi tutto
in un solo momento
e vivevo contento di averlo compreso
ultimamente, piuttosto,
considero tutta la vita un gelato, che viene leccato
da tutte le lingue del mondo schifato, ma ancora goloso

Bisogna essere ottimisti
fino in fondo
perché potrebbe essere domani
la fine del mondo

Quante lacrime mi dai
ne dimostro di meno
non avevo pianto mai
prima di essere un uomo

Va bene cominciamo
che prima concludiamo
e prima posso andare via.

sabato 19 gennaio 2008

Tempo di verifiche


ERRORI ED ORRORI DI VITA QUOTIDIANA

Si avvicinano gli scrutini. Il 5 febbraio è la data fissata. Tempo di interrogazioni, verifiche, pagelle.

Se c'è una cosa che ho imparato in questa mia breve vita da insegnante è che gli incubi che hai da studente rimangono incubi sempre e comunque, anche quando passi "dall'altra parte". E' scioccante ma è così.
Chi di noi non ha mai pensato, mentre frequentava i tenebri loculi scolastici, cose del genere: "Ah, chissà come si diverte il prof. a fare le verifiche!" oppure "da grande faccio il prof. così metto insufficiente a tutti!"... "E posso dare anche le note!"

Cose così insomma, passate per la testa di tutti gli studenti del mondo.

Ecco. Poi però succede che un giorno ti svegli e scopri che il tempo è passato, i bambini sono cresciuti e quei pensieri non sono sono più pensieri ma la più attuale delle realtà.

E, come sempre, le cose viste "da grandi" perdono quasi tutto il loro fascino, quell'aura magica che le avvolgeva mentre le sognavi da bambino.

E scopri anche che il momento delle verifiche è rimasto quel momento brutto che ti faceva rabbrividire quando eri piccolo, e, ora che sei grande, nella migliore delle ipotesi ti fa solo inorridire.

C'è qualcosa che, necessariamente, nella visione ultraegocentrica di un bambino, sfugge quando si è messi sotto verifica: le verifiche non servono solo per scoprire se tu, studente, bambino, ragazzo, adolescente hai studiato. Ma servono anche a verificare il lavoro del professore. Un buon lavoro dovrebbe dare un buon risultato. Una buona spiegazione una buona comprensione. Una buona comprensione una buona verifica.

Insomma, l'ho già detto in un altro post. A me, come penso ad ogni professore, non piace dare insufficienze, primo perchè non mi chiamo Masoch, e soprattutto perchè è un po' come ammettere di aver fallito come insegnante con quello studente. (E qui torniamo all'egocentrismo di fanciullesca memoria...)

Ma tralasciando queste riflessioni meta-filosofiche, esiste comunque un risvolto meramente pratico e organizzativo per il quale le verifiche fanno schifo anche se non sei tu ad essere messo sotto esame.

Da insegnante, le devi preparare, farle fare agli studenti chiarendo ogni dubbio, correggerle, registrarne i voti (operazione che mai pensavo potesse essere così lunga), consegnarle e farne la correzione in aula. Un lavoro lunghissimo e che porta via molto, moltissimo tempo davvero. Un vero e proprio incubo. Il tutto per un voto che nella maggior parte dei casi non è altro che la conferma di quello che hai già visto in classe facendo lezione.

Meno male che ci sono anche delle cose positive.

Tolto il fatto del dispiacere che ti crea vedere i tuoi alunni sbagliare delle risposte, ci sono veramente dei risvolti comici non indifferenti. Ogni tanto mi si sente ridere da molto, molto lontano, per le, scusate il termine scurrile, enormi CAZZATE che scrivono gli studenti....

Ne volete un assaggio?

Sì?

Ecco qua:

"Guerra civile SI IGNIFICA guerra tra cittadini dello stesso Stato"
Si ignifica???!! E' probabilmente un significato a prova di fuoco.... credo.

"Durante il ciclo dell'acqua, TUTTA L'ACQUA PRESENTE SULLA TERRA evapora riscaldata dal Sole".
Azz.... spero piova presto che devo fare la doccia. Azzo 'sto Sole però, non lo facevo così potente.

"Il Sole fa AVAPORARE l'acqua".
Mmm.... non credo di aver spiegato mai l'alfa privativa.

Ed in ultimo (oh, è inutile, se non le vedi non ci credi...)

Domanda della verifica di storia:

-Chi è Pirro?

Osservazione dello studente durante la verifica:

-Prof, c'è un errore. Si chiama Pirlo, non Pirro.

... sì, caro, e tu sei sua moglie......

Baciuz

Kle

lunedì 26 novembre 2007

Prima Settimana di Scuola (Sfogo più o meno sensato...)

E' finita la prima settimana. (In realtà, ho già incominciato la seconda...)
Com'è andata? Bene.

Non ho sbagliato scuola lunedì, non sono arrivato tardi. Di più. Non ho ucciso e/o perso nessun alunno durante la settimana, non ho fatto pessime figure con le colleghe carine (si, ce n'è qualcuna!), non ho mandato a cagare la preside pensando che fosse la bidella.

Tutto bene. Tutto tranquillo.
Troppo.

Come spiegare?
Il lavoro è bello, poco da dire. Ho due prime medie da gestire, niente di trascendentale, alcuni più vivaci, altri meno, ma niente di che. Ne è già passata di acqua...
Man mano che li conosco chiaramente le cose migliorano, il rapporto si consolida e quant'altro... però... poche palle: mi manca Vacciago. A parte che in una settimana mi sembra già di aver messo su tre chili, visto che non mi muovo più: cattedra-banco e ritorno non si consuma un granchè di calorie! Vacciago-Orta (e soprattutto ritorno!) era un'altra cosa. E poi: non riuscivo a dare una forma, un pensiero concreto, a quella nuvoletta che si era addensata su di me dall'inizio di questa esperienza fino a ieri. Ora ho capito. Ho il blocco del fanciullino. Meglio conosciuta come sindrome di Peter Pan. Quella nuvoletta che mi sento addosso mi dice semplicemente che una parte di me si è convinta che entrando a scuola sono finalmente "cresciuto", sono diventato "grande" e che quindi ho dato l'addio al gioioso fanciullino che era in me. Niente più boomy, gavettoni, giocoleria e quant'altro.

Beh. A quella cazzo di nuvoletta la faccio correre così veloce che neanche la nuvoletta Speedy... Ha sbagliato persona!!

Se incominciare ad insegnare mi priverà delle cose che hanno contribuito a rendermi quello che sono (e mi piace quello che sono!) mollo subito tutto e mi attacco al primo circo che passa...

Va beh... mi sono perso un po'.

Dicevo? Ah si, la scuola.
Beh, la prima settimana è andata bene, come detto sopra.
A parte le noie burocratiche alle quali dovrò fare il callo (registri, collegi docenti, ecc), penso che mi possa piacere insegnare, e che possa riuscire anche a farlo dignitosamente. Non mi sono pentito della scelta, per adesso, E questo è già un buon inizio.

Vediamo come va nel proseguio...

Ora scappo che oggi pomeriggio ho i miei primi colloqui con i genitori. Ah ah ah... non posso scrivere qui quello che chi mi conosce sa che mi sta passando per la testa... Sappiate solo che sarà divertente. Spero almeno. Ih Ih.

Casomai, se mi annoio, non è detto che attorno alla scuola media di Ghemme non incominci a volare un boomy....

Baciuz

domenica 18 novembre 2007

Changes

E' andata come doveva andare.

Da domani, incomincio una nuova avventura chiamata insegnamento.

Due prime medie da portare fino alla fine dell'anno tra una lezione di italiano, una di storia e una di geografia (quante cose nuove imparerò!!)

Era scritto da qualche parte? Non so. Certo era probabile che accadesse, anche se i tempi e le modalità del cambiamento non avrei mai potuto immaginarli in questo modo. E' stato tutto così veloce, immediato, sorprendente. Avevo appena imparato a godere del mio lavoro da educatore, a conoscerlo meglio, ad apprezzarlo fino in fondo, che è di nuovo tempo di cambiare. Era effettivamente un'occasione troppo ghiotta quella che mi sono ritrovato davanti all'improvviso per lasciarmela scappare. Ma quanto è stato difficile scegliere. E più ancora difficile è stato comunicare la scelta ai miei amici educatori. Vero è che ho promesso (minacciato?!?) loro di restargli comunque tra i piedi in ogni mio momento libero, però è inutile nascondermi che non sarà la stessa cosa...

E boh... Niente.

Come era prevedibile, c'è dell'amarezza in me in questo momento, derivata anche dal fatto che ieri sera ci siamo ritrovati tutti quanti insieme, educatori, animatori estivi, istruttori ed in generale amici (a proposito... ma quanti eravamo??!) e vederci tutti lì, insieme, attorno a un tavolo, ha fatto vacillare fortemente la mia decisione, nonchè ha reso la mia serata fortemente emozionante, nel senso più letterale del termine.

Un grazie speciale per il supporto morale a Manuela e Fabrizia.

Ma tant'è, è ora di guardare avanti. Basta rimurginare su cio che è stato e ciò che poteva essere. E' ora dell'entusiasmo delle novità.

Incomincio a sentire i primi brividi di emozione al pensiero del mio esordio domani. E i primi voli pindarici non hanno tardato ad arrivare.... gli farò leggere questo e quel libro, insegnerò loro questo e quest'altro, cercherò di fargli capire il valore di queste cose, gli spiegherò chi è Berlusconi...(opss.. mi lascio trascinare!), cose così insomma. Sarà tutto nuovo, tutto da scoprire. Una delle cose che più incuriosisce, a me che fino ad oggi ero abituato a trattare con gli stessi ragazzi per una o due settimane al massimo, è scoprire cosa si possa costruire di buono lavorando con le stesse persone per 7 mesi... Wow!! Scoprirò anche questo...

Per il resto, mi auguro che tutto vada per il meglio, chiaramente.
Porterò con me ogni giorno l'esperienza di educatore e proverò a migliorarmi ancora. Ancora un altro passo. Un altro ancora.
Ho trovato questa immagine gironzolando nel Web...

Cercherò di ricordarmelo. Sempre.
Baciuz


giovedì 15 novembre 2007

Crossroad


Stamattina mi ha chiamato una scuola media.

No, Schulz, non devo rifare l'esame. Non ti preoccupare. Oppure preoccupati pure.
Mi hanno chiamato per una supplenza.
Mi hanno proposto una supplenza per tutto l'anno scolastico per la precisione.

Ora, per uno come me, che ha studiato apposta per andare a insegnare, dovrebbe essere una notizia d'oro. Di più. Quasi un sogno che si realizza.

Allora spiegatemi perchè non ho ancora accettato.

Perchè sono pirla.
Buona risposta, ma non solo.

Perchè sono pirla e anche brutto.
Di bene in meglio, ma non è tutto.

Ve lo dico io.
Le vedete le foto, qui a destra, con su scritto "Io lavoro così"? Le vedete bene?

Ecco, mi spiegate come faccio io a lasciare il lavoro che faccio?

La maggior parte di noi, di voi, va a dormire la sera con la frase: "che palle devo andare a lavorare domani" e si alza il giorno dopo con in testa quest'altra: "che palle, mi aspetta un'altra giornata di m...." o cose simili. No. Tu no Shulz, tu ti giri dall'altra parte e dormi beato. Lo so.
Comunque ecco, da quando faccio l'educatore, a me questo non è mai successo (dire quelle frasi lì, non dormire beato). Io a lavorare mi diverto, riesco ad esprimere me stesso al meglio, mi piace quello che faccio. E' chiaro, non è tutto oro, ci sono anche momenti di crisi, problemi, piccoli litigi e quant'altro. Ma questi sono OVUNQUE. E sono comunque cose che passano non in secondo, ma in terzo, quarto piano rispetto all'enorme soddisfazione che ci trovo in questo lavoro. E poi non è solo il lavoro, ma anche le persone con le quali lo svolgo. Con i problemi che hanno tutti, ma sempre pronti ad aiutarti e a dare una mano. Come si fa dico, a lasciare un posto così?

A non tutti è data questa fortuna. E le fortune vanno amministrate con cura. Non buttate al vento.

D'altro canto, non farò l'educatore a vita. Anche questo è chiaro. Se non mi arrenderò io sarà il mio corpo a farlo per me. (Ed ultimamente i segnali in questo senso sono anche poco incoraggianti...)

Cioè... mi pagano per andare all'Adventure Park, vi è chiaro sto fatto????

E a 50 anni la vedo dura a fare i tuffi carpiati in piscina o a fare la guerra con le bombe di farina nei boschi...

Quindi, come mi dicono, dovrei incominciare a pensare al mio futuro. E il mio futuro, se non vinco alla lotteria, è quasi certamente la scuola. Quindi questa è una buona oppurtunità. Vagamente somigliante ad uno quei treni che passano e non tornano più.
Il problema è l'incognita. Le incognite.

La saggezza popolare dice che chi lascia la via vecchia per quella nuova... sa quello che lascia ma non sa quello che trova, giusto?

Quello che devo lasciare io è tanto, tantissimo. Pure troppo.

E quello che trovo? Chi lo sa? A parte che lavorerò meno e prenderò di più non ho grandi certezze.
Per molti questi due motivi sarebbero già più che sufficienti per decidere. Ad alcuni, ne basterebbe anche soltanto uno. Anche mezzo. Ma per me è più difficile. Molto più difficile.

Io davvero non so cosa fare. E purtroppo, il tempo per decidere è poco. Nullo quasi. Più o meno entro domattina dovrò aver fatto la mia scelta.

Che qualunque essa sarà, mi lascerà comunque con un po' di amaro in bocca.
E anche questa è una certezza.

Baciuz
Kle

venerdì 26 ottobre 2007

Tra Coca e Realtà...

Dunque.

La vita, si sa, spesso ci sorprende. Notizie buone e notizie cattive. Più cattive, di solito. O almeno, sono queste che ci ricordiamo meglio.
E partiamo dall'ultima. Ieri mattina ho scoperto che la cooperativa per la quale lavoro questo mese mi pagherà con (più o meno...) due settimane di ritardo. Fanculo. Non è possibile. Mi sembrava che nella logica delle cose ci fosse più o meno un concetto che dicesse: se io lavoro per te, tu mi paghi. Puntuale. Perchè se fai così allora io vengo a lavorare quando voglio, mica tutti i giorni.

Ok, può(?!) capitare.
Ok, c'è chi sta peggio.
Ok, non morirò di fame.

Ma Fanculo fatemelo almeno dire.

Fanculo. Ecco.

Ma poi la cosa fantastica è la motivazione della cosa. I committenti non hanno pagato la cooperativa, e quindi loro non pagano noi. Perfetto. Di conseguenza, io oggi andrò a prendere il pane ma non pagherò il panettiere. Ok? No. Non funziona così. Cioè, potrei anche provare, ma il mio panettiere è grosso... e io non sono più veloce come un tempo...

Fanculo. (lo so, sono ripetitivo)

Aspetterò.

La vita, si sa, spesso ci sorprende.
Ieri sera mangiavo seguendo distrattamente il Tg. E capita che mentre il mio palato apprezza un buon bicchiere di vino rosso, le mie orecchie si rifiutano di credere a quello che sentono.

1991. Una famosa attrice viene trovata in casa con 36 gr. di cocaina.
2007(!) Alla famosa attrice, per lo stesso motivo, dopo le lungaggini del processo, vengono RISARCITI 108.000 euro. Più gli interessi.

C'è qualcosa che non va, giusto? ditemi che è così, per favore.

Perchè io non sono un giudice, nè una giuria, e magari il risarcimento sarà anche giusto, che ne so, però la mia testa e anche tutto il resto non possono credere veramente sempre a tutto. Anzi, mi fanno notare che probabilmente a me, con 36 gr. di cocaina in casa, non avrebbero riservato lo stesso trattamento.

Conclusione.

La vita, si sa, spesso ci sorprende.

E così, mi tocca pure ringraziare la mia cooperativa, che non mi paga. Così non ho i soldi per nemmeno provare a vedere come sono fatti 36 gr. di cocaina.